mercoledì 15 aprile 2009
Insufficienza aortica
L'insufficienza aortica è una condizione patologica e conseguente alterazione della funzione della valvola aortica, consistente in una sua imperfetta chiusura non più in grado di impedire che il sangue refluisca dall'aorta nel ventricolo. Le cause della malformazione possono essere di natura congenita, oppure conseguenza di aortite, febbre reumatica, lesioni luetiche ecc. La terapia si basa sulla somministrazione di diuretici; nei casi molto gravi si deve ricorrere alla sostituzione della valvola.
martedì 7 aprile 2009
RICERCA TELETHON: Spina bifida
RICERCA TELETHON: Spina bifida, luce sulle cause genetiche
Nuove informazioni su questa malformazione fetale da uno studio
condotto all’Istituto “Giannina Gaslini” di Genova
Nuova luce sulle basi genetiche della spina bifida, una delle più frequenti cause di infermità in età pediatrica. Ad annunciarlo è uno studio* finanziato da Telethon e coordinato da Valeria Capra, dell’Istituto “Giannina Gaslini” di Genova. Pubblicato sulla rivista internazionale Human Mutation, il lavoro è stato svolto in collaborazione con l’Università di Montreal, l’Instituto di Biosciences e Technology di Houston e l’Università dell’Iowa.
Detta anche mielomeningocele, la spina bifida è una malformazione del sistema nervoso centrale che fa parte del gruppo dei difetti del tubo neurale, che in Italia colpiscono circa un neonato su 1500. Alla base di queste malformazioni c’è un’imperfetta saldatura del midollo spinale nel feto durante le prime settimane dal concepimento. In particolare la spina bifida è dovuta a una mancata chiusura della cute e degli archi posteriori delle vertebre, con una conseguente esposizione all’esterno del tessuto nervoso spinale e delle meningi: nel nascituro questo provocherà paralisi degli arti inferiori, incontinenza della vescica, ritardo psicomotorio e deformità scheletriche. Attualmente non esiste alcuna cura.
Le cause della spina bifida possono essere di natura sia materno-ambientale, sia genetica. Al momento, l’unico gene noto come responsabile di questa malformazione si chiama VANGL1 e contiene le informazioni per una proteina fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso durante la vita embrionale: quando è difettoso, il tubo neurale non assume infatti la forma corretta.
Analizzando una popolazione di 773 individui italiani e americani affetti da difetti del tubo neurale, Capra e collaboratori hanno individuato dieci nuove mutazioni in questo gene, metà delle quali localizzate in zone della proteina VANGL1 importanti dal punto di vista funzionale. Prossimo passo sarà capire nel modello animale – il pesce zebra in questo caso – il ruolo di queste mutazioni nell’insorgenza della spina bifida.
Nel frattempo le informazioni emerse da questo studio potranno dare un contributo importante alla diagnosi della patologia. Al momento, infatti, lo screening diagnostico per la spina bifida viene effettuato mediante amniocentesi o ecografia prenatale. L’intenzione dei ricercatori è di offrire in futuro alle persone malate e ai loro familiari anche un test di screening di tipo genetico, che individui eventuali mutazioni nel gene VANGL1.
* Zoha Kibar, Ciprian M. Bosoi, Megan Kooistra, Sandra Salem, Richard H. Finnell ,
Patrizia De Marco, Elisa Merello, Alexander G. Bassuk, Valeria Capra and Philippe Gros, “Novel Mutations in VANGL1 in Neural Tube Defects”. Human Mutation, 2009; DOI: 10.1002/humu.21026
Per informazioni
Ufficio stampa Telethon, 06 44015402; www.telethon.it
Per maggiori informazioni sulla ricerca Telethon, consulta la sezione del sito RicercaInforma
Nuove informazioni su questa malformazione fetale da uno studio
condotto all’Istituto “Giannina Gaslini” di Genova
Nuova luce sulle basi genetiche della spina bifida, una delle più frequenti cause di infermità in età pediatrica. Ad annunciarlo è uno studio* finanziato da Telethon e coordinato da Valeria Capra, dell’Istituto “Giannina Gaslini” di Genova. Pubblicato sulla rivista internazionale Human Mutation, il lavoro è stato svolto in collaborazione con l’Università di Montreal, l’Instituto di Biosciences e Technology di Houston e l’Università dell’Iowa.
Detta anche mielomeningocele, la spina bifida è una malformazione del sistema nervoso centrale che fa parte del gruppo dei difetti del tubo neurale, che in Italia colpiscono circa un neonato su 1500. Alla base di queste malformazioni c’è un’imperfetta saldatura del midollo spinale nel feto durante le prime settimane dal concepimento. In particolare la spina bifida è dovuta a una mancata chiusura della cute e degli archi posteriori delle vertebre, con una conseguente esposizione all’esterno del tessuto nervoso spinale e delle meningi: nel nascituro questo provocherà paralisi degli arti inferiori, incontinenza della vescica, ritardo psicomotorio e deformità scheletriche. Attualmente non esiste alcuna cura.
Le cause della spina bifida possono essere di natura sia materno-ambientale, sia genetica. Al momento, l’unico gene noto come responsabile di questa malformazione si chiama VANGL1 e contiene le informazioni per una proteina fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso durante la vita embrionale: quando è difettoso, il tubo neurale non assume infatti la forma corretta.
Analizzando una popolazione di 773 individui italiani e americani affetti da difetti del tubo neurale, Capra e collaboratori hanno individuato dieci nuove mutazioni in questo gene, metà delle quali localizzate in zone della proteina VANGL1 importanti dal punto di vista funzionale. Prossimo passo sarà capire nel modello animale – il pesce zebra in questo caso – il ruolo di queste mutazioni nell’insorgenza della spina bifida.
Nel frattempo le informazioni emerse da questo studio potranno dare un contributo importante alla diagnosi della patologia. Al momento, infatti, lo screening diagnostico per la spina bifida viene effettuato mediante amniocentesi o ecografia prenatale. L’intenzione dei ricercatori è di offrire in futuro alle persone malate e ai loro familiari anche un test di screening di tipo genetico, che individui eventuali mutazioni nel gene VANGL1.
* Zoha Kibar, Ciprian M. Bosoi, Megan Kooistra, Sandra Salem, Richard H. Finnell ,
Patrizia De Marco, Elisa Merello, Alexander G. Bassuk, Valeria Capra and Philippe Gros, “Novel Mutations in VANGL1 in Neural Tube Defects”. Human Mutation, 2009; DOI: 10.1002/humu.21026
Per informazioni
Ufficio stampa Telethon, 06 44015402; www.telethon.it
Per maggiori informazioni sulla ricerca Telethon, consulta la sezione del sito RicercaInforma
lunedì 6 aprile 2009
Cosa sono le emorroidi, differenza tra emorroidi interne e emorroidi esterne
Per emorroidi si intendono i tumori di varia specie che si incontrano all'estremità del retto sia dentro che fuori dello sfintere; nel primo caso si chiamano emorroidi interne e nel secondo emorroidi esterne» Talvolta dipendono da una condizione varicosa delle vene emorroidali, che formano dei gonfiamenti rotondi, tesi, di colore oscuro ma più frequentemente consistono di una escrescenza morbosa della pelle o della membrana mucosa 'e del sottoposto tessuto cellulare. Quando sono esterne sono di forma rotonda o piatta, e se non sono infiammate hanno l'aspetto e la consistenza naturale delle parti. Quando sono interne sono assai vascolari, generalmente di colore vivo e di superficie ineguale come le fragole. Le emorroidi esterne danno lieve incomodo quando sono irritate od infiammate, poiché allora s'ingrossano» diventano rotonde, tese e assai dolenti specialmente se soffrono pressione.
Ma le interne danno una pena più continua, poiché escono ad ogni piccolo sforzo mandano sangue nell ' evacuare, od eccitano disordini simpatici in alcuni organi. Questi sintomi non sono sempre ugualmente seri ma mentre talvolta mancano del tutto. Esistono talvolta tutti riuniti e talvolta separati, per cui un paziente accuserà soltanto la sporgenza dell'intestino, o la perdita de! sangue, mentre un altro riferirà tutti i suoi dolori alla vescica. Questa malattia non si scopre finché non sia stata fatta una visita dal chirurgo, e questa si dovrebbe fare sempre quando i sintomi siano appena sospetti.
Ma le interne danno una pena più continua, poiché escono ad ogni piccolo sforzo mandano sangue nell ' evacuare, od eccitano disordini simpatici in alcuni organi. Questi sintomi non sono sempre ugualmente seri ma mentre talvolta mancano del tutto. Esistono talvolta tutti riuniti e talvolta separati, per cui un paziente accuserà soltanto la sporgenza dell'intestino, o la perdita de! sangue, mentre un altro riferirà tutti i suoi dolori alla vescica. Questa malattia non si scopre finché non sia stata fatta una visita dal chirurgo, e questa si dovrebbe fare sempre quando i sintomi siano appena sospetti.
domenica 27 gennaio 2008
Un Catus per perdere molti dei chili di troppo
Case farmaceutiche spendono milioni di euro in ricerche per trovare la soluzione all’obesità. Proprio in questi giorni si è parlato della crescente obesità in tutti i paesi occidentali. E’ una conseguenza strettamente collegata al benessere in cui si vive nei paesi “evoluti”. In realtà l’obesità è sintomo di tutto tranne che di benessere. Nel Sud dell’africa cresce una pianta da migliaia di anni che è stata già apprezzata dagli abitanti del posto secoli fa per le sue proprietà di soppressione della sete e della fame. Solo pochi anni fa è stata studiata anche dall’uomo “dei paesi evoluti”, per esattezza da uno studioso americano. Incredibile a dirsi, ma la natura ha già creato quel farmaco che le case farmaceutiche stanno cercando di inventare. Il cactus Hoodia è un prodotto naturale e senza effetti collaterali che fanno dimagrire. Agisce stimolando alcuni recettori del cervello, facendo sentire la sazietà prima del normale, riducendo così naturalmente i pasti di chi lo assume. Hoodia Gordonii, questo è il nome scientifico, è disponibile in commercio da un po’ di tempo. Hoodia, oltre ad aver aiutato gli abitanti dell’africa a superare i grandi momenti di siccità, ha iniziato ad aiutare miglia di persone obese in molti paesi occidentali. E’ arrivato anche in Italia, non senza le molte imitazioni cinesi che non hanno per nulla lo stesso effetto. In Italia è possibile acquistare le pillole di Hoodia Gordonii su peso-slim.net, un sito americano dedicato al mercato Europeo. Hoodia va assunto prima dei pasti per 3 mesi. Il risultato sarà la perdita di diversi chili. E’ però importante ricordare che Hoodia non fa miracoli. Se non si inizia una dieta equilibrata, si riacquisisce subito i chili persi.
Autore: Peso Slim
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SalusBank: Il sodalizio vincente tra High Tech e Salute
SalusBank è un esclusivo servizio che finalmente vi consente di avere un banca dati virtuale sulla vostra salute. Integrando la velocità di Internet e la comodità della tecnologia mobile SalusBank permette di archiviare e gestire in maniera immediata, efficace e sicura tutti i dati clinici fondamentali, rendendoli immediatamente disponibili in caso di emergenza. Errori di diagnostica e perdite di tempo per ulteriori accertamenti saranno solo un brutto ricordo. Come iscriversi? Basta collegarsi al sito www.it.salusbank.com ed entrare nella sezione «iscriviti». Un’interfaccia semplice ed intuitiva vi guiderà verso la creazione del vostro abbonamento SalusBank. La salute a portata di un click. Niente di più semplice.
Per qualsiasi altra informazione il portale SalusBank saprà rispondere esaurientemente ad ogni interrogativo, dai costi del servizio al prodotto più adatto per le vostre esigenze. Qualsiasi dato vogliate caricare (lastre, esami del sangue, referti medici) l’accesso in sicurezza e la riservatezza sono garantiti da una tecnologia di qualità assoluta, professionalmente testata e pertanto unica nel suo genere, che si posiziona al primo posto nel mercato europeo. SalusBank è la protagonista di un futuro dove la tecnologia sarà determinante per la salvaguardia della salute.
Tra i gadget disponibili anche la medaglietta con incisi i propri codici di identificazione che sarà possibile inserire come ciondolo in una collana o in un braccialetto e SalusKey, chiave USB (con una capacità variabile dai 256mb a 1gb) comprensiva di un software che, attraverso un percorso guidato, permette di inserire, aggiornare e registrare i propri dati medici. Un piccolo strumento che potrebbe rivelarsi davvero importante in caso di emergenza. Attraverso l`accesso online sarà poi possibile sincronizzare i propri dati con il database di SalusBank® dove verranno registrati e memorizzati nella propria cartella sanitaria virtuale.
UFFICIO STAMPA PNL GROUP PNL GROUP - Davide Pistoia 02/34592976 – 338/7508889 davide@pnlcom.it
Autore: Davide Pistoia
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Per qualsiasi altra informazione il portale SalusBank saprà rispondere esaurientemente ad ogni interrogativo, dai costi del servizio al prodotto più adatto per le vostre esigenze. Qualsiasi dato vogliate caricare (lastre, esami del sangue, referti medici) l’accesso in sicurezza e la riservatezza sono garantiti da una tecnologia di qualità assoluta, professionalmente testata e pertanto unica nel suo genere, che si posiziona al primo posto nel mercato europeo. SalusBank è la protagonista di un futuro dove la tecnologia sarà determinante per la salvaguardia della salute.
Tra i gadget disponibili anche la medaglietta con incisi i propri codici di identificazione che sarà possibile inserire come ciondolo in una collana o in un braccialetto e SalusKey, chiave USB (con una capacità variabile dai 256mb a 1gb) comprensiva di un software che, attraverso un percorso guidato, permette di inserire, aggiornare e registrare i propri dati medici. Un piccolo strumento che potrebbe rivelarsi davvero importante in caso di emergenza. Attraverso l`accesso online sarà poi possibile sincronizzare i propri dati con il database di SalusBank® dove verranno registrati e memorizzati nella propria cartella sanitaria virtuale.
UFFICIO STAMPA PNL GROUP PNL GROUP - Davide Pistoia 02/34592976 – 338/7508889 davide@pnlcom.it
Autore: Davide Pistoia
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sabato 15 dicembre 2007
Ti svegli sempre con la schiena a pezzi
Per anni gli ortopedici hanno consigliato a chi soffriva di mal schiena di dormire su materassi duri come tavole, senza però avere a disposizione grandi prove scientifiche sulla bontà di questo consiglio.
Una ricerca clinica condotta in Spagna e pubblicata nel novembre 2003 sulla prestigiosa rivista medica “The Lancet”* ha smontato una volta per tutte la vecchia e dannosa teoria del materasso "ortopedico" e ha dimostrato che il materasso ideale contro il mal di schiena e’ uno di media durezza, meglio ancora se capace di adattarsi al corpo.
La ricerca, condotta in Spagna da Francisco Kovacs della Kovacs Foundation di Palma de Mallorca, ha coinvolto 313 persone con mal di schienacronico e aspecifico, cioè non riconducibile a cause note o ad altre patologie, che hanno dormito su vari tipi di materasso, senza sapere quali.
Le persone cui e’ capitato quello di rigidità media hanno dichiarato con frequenza doppia di stare meglio e addirittura di prendere meno antidolorifici, rispetto a chi ha dormito sul classico materasso duro.
Questo è stato confermato dallo studio più recente condotto presso l’Oklahoma State University* (Usa), dai Dottori Bred Jacobson, Tia Fallace e Hugh Gemmell, pubblicato nel 2006 sul Journal of Chiropractic Medicine che ha inoltre dimostrato come dormire su un materasso nuovo rispetto ad uno vecchio di almeno 5 anni, migliora la qualità del sonno del 62% e riduce del 55.3% il mal di schiena.
Anche i chiropratici da tempo sconsigliano i materassi troppo rigidi: meglio un tipo un po’ più morbido, perchè si adatta meglio alle curvature naturali della colonna vertebrale e consente una distribuzione uniforme dei pesi delle varie zone del corpo.
Certo, materassi con queste caratteristiche costano un po’ di più, ma è bene ricordare che sul materasso passiamo circa un terzo della nostra vita e quindi non è utopia pensare che questo deve essere il nostro investimento più importante.
Oliverio Abitrante Materassi Sogni d'oro - Cosenza
Materassi
Reti a doghe
Tutto per il riposo
www.materassisognidoro.it
Fonti
*Kovacs F M et al. « Effect of firmness of mattress on chronic non-specific low-back pain: randomised, double-blind, controlled, multicentre trial.” Lancet. 2003 Nov 15;362(9396):1599-604 ** Bert Jacobson-EdD, Tia Wallace-MS and Hugh Gemmell,-DC, EdD of Oklahoma State University: “Subjective Rating of Perceived Back Pain, Stiffness and Sleep Quality Following Introduction of Medium-Firm Bedding Systems (Journal of Chiropractic Medicine, Winter 2006)
Una ricerca clinica condotta in Spagna e pubblicata nel novembre 2003 sulla prestigiosa rivista medica “The Lancet”* ha smontato una volta per tutte la vecchia e dannosa teoria del materasso "ortopedico" e ha dimostrato che il materasso ideale contro il mal di schiena e’ uno di media durezza, meglio ancora se capace di adattarsi al corpo.
La ricerca, condotta in Spagna da Francisco Kovacs della Kovacs Foundation di Palma de Mallorca, ha coinvolto 313 persone con mal di schienacronico e aspecifico, cioè non riconducibile a cause note o ad altre patologie, che hanno dormito su vari tipi di materasso, senza sapere quali.
Le persone cui e’ capitato quello di rigidità media hanno dichiarato con frequenza doppia di stare meglio e addirittura di prendere meno antidolorifici, rispetto a chi ha dormito sul classico materasso duro.
Questo è stato confermato dallo studio più recente condotto presso l’Oklahoma State University* (Usa), dai Dottori Bred Jacobson, Tia Fallace e Hugh Gemmell, pubblicato nel 2006 sul Journal of Chiropractic Medicine che ha inoltre dimostrato come dormire su un materasso nuovo rispetto ad uno vecchio di almeno 5 anni, migliora la qualità del sonno del 62% e riduce del 55.3% il mal di schiena.
Anche i chiropratici da tempo sconsigliano i materassi troppo rigidi: meglio un tipo un po’ più morbido, perchè si adatta meglio alle curvature naturali della colonna vertebrale e consente una distribuzione uniforme dei pesi delle varie zone del corpo.
Certo, materassi con queste caratteristiche costano un po’ di più, ma è bene ricordare che sul materasso passiamo circa un terzo della nostra vita e quindi non è utopia pensare che questo deve essere il nostro investimento più importante.
Oliverio Abitrante Materassi Sogni d'oro - Cosenza
Materassi
Reti a doghe
Tutto per il riposo
www.materassisognidoro.it
Fonti
*Kovacs F M et al. « Effect of firmness of mattress on chronic non-specific low-back pain: randomised, double-blind, controlled, multicentre trial.” Lancet. 2003 Nov 15;362(9396):1599-604 ** Bert Jacobson-EdD, Tia Wallace-MS and Hugh Gemmell,-DC, EdD of Oklahoma State University: “Subjective Rating of Perceived Back Pain, Stiffness and Sleep Quality Following Introduction of Medium-Firm Bedding Systems (Journal of Chiropractic Medicine, Winter 2006)
Con l avvento della sigaretta Life, finisce l era delle bruciature di sigaretta, del fumo
Life assomiglia ad una "sigaretta" ma non contiene tabacco; consente l’aspirazione di nicotina e aromi senza che ciò comporti l'inalazione delle sostanze contaminanti sprigionate durante la combustione; grazie a sofisticate componenti microelettroniche simula il fumo di una normale sigaretta, ma in realtà è solo vapore, questo consente di soddisfare il fumatore sotto tutti gli aspetti: olfattivo, visivo e psicologico, ricreando le stesse condizioni prodotte durante l’atto del fumare. La concentrazione massima di nicotina contenuta in una singola ricarica di Life è pari a 0,6 mg: tale valore è conforme ai parametri fissati sia dal legislatore comunitario che dal legislatore nazionale in materia di tabacchi lavorati (contenuto massimo di nicotina = 1 mg / sigaretta - ex art. 3, cod. 1, Direttiva 2001/37/CE). I benefici offerti dalla sigaretta elettronica "Life" sono molteplici e finalmente anche tu potrai dire:"Fumare senza fumare, oggi si può"!
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